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    October 13

    TLD : DIDATTICA - Due definizioni

     
    Ballare è come conoscere una lingua straniera.
    Appresi i primi rudimenti grammaticali e sintattici, compreso quale sia il "suono" corretto da dare alla nostra pronuncia, ecco che siamo pronti a muoverci  (uso non a caso questo verbo) fra parole e frasi, liberi di comunicare le idee e di esplorare le emozioni che ci sono proprie.
     
    Lo stesso è ballare.
    Appresi i primi passi, compreso lo stile, ecco che siamo pronti a rendere una danza la "nostra" danza. Siamo pronti ad entrare in un repertorio, in una tradizione e cultura con i "nostri" piedi e con il "nostro" corpo, per comunicare.
    La danza, anche la più tecnica e a-interpretativa (ammesso che ne esista una), lascia sempre un seppur piccolo spazio, spazio dove la creatività personale può trovare gioco.
    Nascono così tutte le infinite varianti e interpretazioni che le danze portano con sé.
    Ma se danzare è "parlare" una lingua speciale, alcune cose le possiamo tradurre, altre no.
    E qui entriamo nel discorso.
    Non traduciamo "dos-à-dos", "pas-de-bourrèe", "pas-de-basque". E non traduciamo ormai più "mayim", "yemenite" e moltri altri passi e figure di vari repertori.
    Tuttavia, in questi ultimi tempi, due parole mi frullano per la testa.
    Due definizioni in inglese molto semplici, che indicano cose altrettanto semplici, ma per le quali ancora non ho trovato, se esiste, una traduzione in italiano, sufficientemente precisa e sintetica.
    Per questo mi affido alla vostra esperienza. Come chiamate voi queste posizioni?
     
    La prima è CONVERSATION POSITION.
    Durante la danza, quando siete in coppia e nella stessa direzione di danza, siete allacciati con il braccio interno (siete a braccetto o sottobraccio, che dir si voglia) mentre quello esterno è libero.
    Questa figura si utilizza spesso durante le "promenade" e nelle "polonaise".
     
    La seconda è ESCORT.
    Durante la danza, quando siete in coppia e nella stessa direzione di danza, l'uomo circonda con il braccio destro la vita della donna, mentre la donna appoggia la mano sinistra sulla spalla destra dell'uomo.
    Questa figura si utilizza durante qualche "courenta occitana", spesso nella "Stern polka" e in molte altre danze.
        
    Se vi possono essere d'aiuto, trovate qui sotto due foto che illustrano bene le due posizioni e due post sul Glossari della danza popolare, prima parte e seconda parte.
     
    October 10

    TLD : DIDATTICA - Font musicali

    Capita di dover scrivere delle schede di danze popolari.
    Qualche nota geo-antropologica, brevi indicazioni sulla fonte, la musica, la disposizione iniziale dei danzatori.
    Infine le indicazioni rigardanti i passi, gli spostamenti e lo stile.
     
    Di metodi ne esiste più d'uno, ne abbiamo già scritto,ma se volessimo aggiungere alla scheda la linea melodica principale, l'indicazione di un ritmo particolare eseguito con le mani, i piedi o qualche strumento che teniamo in mano, come fare?
    Niente panico, non c'è bisogno di essere Mozart né di possedere un software superavanzato.
     
    Sono dei font gratuiti dedicati alla notazione musicale.
    Ogni font può essere utilizzato con un programma di videoscrittura qualsiasi e non richiede un softwar musicale o il formato PDF.
    Potete utilizzarli anche in Internet, convertendoli in immagini.
    I font sono gratis e si possono utilizzare e distribuire gratuitamente.
    Ogni informazione al sito True Type fonts.
     
     
    July 22

    TLD : DIDATTICA - Per i ballerini esperti

    Per i ballerini con esperienza che ballano con i principianti

    Ballare bene con i principianti è un'abilità differente dal saper ballare bene con altri ballerini esperti. Rivelare il piacere del ballo, a nuova persona, è per me una delle ricompense dell'essere un ballerino con dell'esperienza.
    L'unico modo per imparare, naturalmente, è esercitarsi, perciò provate a ballare con almeno una nuova persona ad ogni ballo. Molti di questi consigli vanno bene anche quando ballate con i ballerini esperti, ma sono particolarmente importanti quando ballate con i principianti. Ho scritto queste note avendo in mente le danze contras, ma sono applicabili anche ad altre forme di ballo.
    1. Sorridete
    2. Stabilite un contatto con lo sguardo
    3. Mostrate alle altre persone che vi state divertendo mentre ballate con loro
    4. Aiutate i principianti a divertirsi. Ricordate per quale motivo si troviamo lì
    5. Non spingete, tirate o gridate, è da maleducati
    6. Conduce i nuovi ballerini attraverso le figure del ballo con il contatto degli occhi, il linguaggio del corpo e i gesti adatti delle mani
    7. Siate una guida durante il ballo (usate un movimento ampio del braccio e un inchino per indicare ad una persona dove deve andare)
    8. Conducete con le mani gentilmente gli altri ballerini
    9. Offrite le mani in modo chiaro, così da essere afferrate facilmente
    10. Uomini, disponete delicatamente la mano delle donne esattamente dove deve stare, per eseguire le figure di star e catena
    11. Donne, aiutate i vostri partner a concludere le figure con i giri (swing) nel senso di danza corretto
    12. Di fronte al partner, quando fate dei dos-à-dos o delle catene o altre figure con cambio di posto, toccatevi la spalla per indicare la parte dove passerete
    13. Non fate giri e rotazioni supplementari. I principianti guardano a voi come esempio, voi potreste già sapere dove terminare i giri e in quale direzione, non così i principianti.  Lasciateli apprendere i movimenti di base, prima di aggiungere gli abbellimenti e le varianti
    14. Eseguite i giri con un partner (swing) delicatamente, molti principianti sono timidi all'inizio
    15. Danzate uniformemente, mostrate loro come la danza vada eseguita correttamente
    16. Non prendetevela con loro quando commettono qualche errore. Tutti commettiamo degli errori di tanto in tanto, perfino voi
    17. Fate loro capire che, se sono in ritardo per una figura, è meglio saltare quella figura e andare a quella successiva, piuttosto che provare a correre attraverso le figure che non hanno fatto. Spiegate, se ve lo chiedono, che la musica e la danza vanno insieme e che ogni figura dovrebbe essere fatta durante la stessa sezione musicale
    18. Incoraggiate e riconoscete gli sforzi che i principianti stanno facendo
    19. Comunicate approvazione e affermazione il più possibile
    20. Comunicate il piacere di rispondere alle domande circa le figure o qualsiasi altro aspetto della danza
    21. Se una nuova persona mostra evidenti difficoltà con qualcosa in particolare, chiedete semplicemente “Ti dispiace se ti faccio vedere come si fa?“
    22. Ascoltate chi sta guidando o spiegando la danza, non anticipate le figure mentre sta insegnando. Date il buon esempio affinché i nuovi ballerini possano comprendere come regolarsi.
     
    Jonathan Sivier (3/2006)
    mail :
    jsivier@uiuc.edu
    traduzione e addattamento dal testo originale in inglese
     
     
    July 21

    TLD : DIDATTICA - Stage di danze dell'Asia

    Il nuovo album fotografico, che potete sfogliare nella colonna a sinistra, non a caso è dedicato a "La via della seta".
    E' una bella carellata di costumi e colori, ci ricordano le carovane che si spostavano in Oriente e ci offrono l'occasione per anticiparvi quello che sarà lo stage più importante del prossimo inverno.
    Due associazioni, La Farandola di Vicenza e Balliamo sul Mondo di Reggio Emilia, hanno unito forze e competenze per organizzare un incontro residenziale sul Lago di Garda, dal 7 al 10 Dicembre, con Jan Knoppers e Richar van der Kooij.
    Per chi non conoscesse questi due insegnanti, posso solo dire che sono tra i più quotati docenti di danze popolari internazionali, che si distinguono per l'alta qualità delle loro proposte, per lo straordinario metodo didattico e, naturalmente, per la simpatia e generosità.
    Questo importante appuntamento, dal titolo "La lunga via delle spezie", avrà in programma danze proventienti dall'Asia Centrale, dai paesi dell'Oceano Indiano e dal Pacifico.
     
    Potete trovare tutte le informazioni sullo stage anche nel sito delle due associazioni.
     
    May 20

    TLD : DIDATTICA - Facciamo animazione / 3 parte

    Terza parte della mia breve introduzione sulle danze d'animazione.
    La prima parte, dal titolo "Facciamo animazione: l'animazione e l'animatore di danze popolari", la trovate qui.
    La seconda, "Gli elementi di un'animazione" la trovate qui.
     
    Gli argomenti di questa terza parte:
    * gli errori che noi animatori spesso commettiamo
    * come possiamo scegliere il programma giusto
    * usiamo bene la voce
    * trucchi e suggerimenti in più
     
    Bene, detto questo possiamo partire con la LEZIONE N. 3.
    (per una lettura più agevole, cliccate sulla voce Blog, in cima alla pagina, sulla striscia blu)
     
     

    INIZIAMO A BALLARE

    Una delle caratteristiche comuni ai partecipanti alle serate d’animazione è l’esitazione. Coloro che non hanno mai sentito parlare delle danze popolari vogliono essere rassicurati dal vostro atteggiamento che non saranno messi alla prova. Sarà sempre bene presentarsi, introdurre il tema della serata e stabilire fin dall’inizio che gli errori sono ammessi, sono, infatti, parte del divertimento.

    Per alcuni il solo prepararsi per il primo passo potrà essere un problema, e non si riuscirà a partire se tutti vorranno vedere quanto la prima danza sia difficile. Coinvolgete i vostri colleghi o amici, che avranno un ruolo insostituibile: potranno rassicurare i più timidi dicendo semplicemente “Prova, è facile”. Rendete i vostri collaboratori consapevoli del loro ruolo non ufficiale, potranno aiutarvi dando una spinta extra quando serve. Potreste iniziare con una danza molto semplice tipo una "Quadriglia" o "La polonaise" passando a prendere uno ad uno tutti i presenti. Affidate ai vostri collaboratori l'incarico di "catturare" gli spettatori. Una volta in pista non vorranno più andarsene.

    Coinvolgere i gruppi genitori-figli non è un problema: ci penseranno i ragazzi, affidatevi al loro entusiasmo. All’inizio, i padri saranno decisamente restii e necessiteranno di particolari rassicurazioni. Dopo tutto essi pensano di avere un’immagine di infallibilità e integrità da conservare con i propri figli. In ogni caso gli uomini sono meno disposti delle donne ed esporsi al ridicolo, o così pare osservando le persone ballare. Potreste proporre qualcosa di veramente stupido, qualcosa come “Seven jumps”. Una volta che gli uomini avranno accettato l’idea di ridere con gli altri e avranno dimenticato la loro dignità, tutto potrà procedere più facilmente.

     

    PREVENIRE GLI ERRORI
    All'inizio della serata potreste essere nervosi, ma sappiate che un po’ di paura non fa mai male. Anche gli animatori più consumati tremano prima di iniziare. Potreste ripetere a voi stessi che conoscete il programma delle danze meglio di chiunque altro tra i presenti. Se commettete un errore (tutti ne facciamo) prendetevi in giro. Le persone accetteranno meglio i loro errori se sanno che ne fate qualcuno anche voi. Qualsiasi cosa facciate mai, MAI, riprendere qualche danzatore. Se un rimprovero deve esserci, che sia rivolto a voi per non aver spiegato con la dovuta chiarezza o non aver saputo catturare l’attenzione.

    Come per ogni altra attività, acquistare sicurezza come animatore di danze popolari richiede un po’ di tempo. La cosa principale che distingue l’animatore esperto dal principiante è il senso critico. Il senso critico tuttavia non si forma facilmente o automaticamente. Tenete nota dei vostri errori, analizzatene le ragioni, e troverete che potete anticipare i problemi, correggerli prima che accadano, rendendo le vostre spiegazioni più chiare e specifiche. Provate a dare le spiegazioni in modi differenti: se un modo risulta essere quello giusto per qualcuno, per altri può non essere adeguato.

    Se vi trovate davanti un gruppo di principianti assoluti potreste dir loro che l’unica cosa da conoscere è saper respirare e distinguere la destra dalla sinistra. Qualcuno riderà ma in realtà per certe persone distinguere destra e sinistra è un problema serio. C’è chi insisterà nell’andare nella direzione opposta o usare la mano sbagliata. Talvolta vi renderete conto in anticipo che ci sarà un passaggio difficile in una danza. Un suggerimento potrebbe essere quello di enfatizzare il potenziale errore, attraverso una domanda "C'è qualcuno che sta facendo così?" o una minaccia "Se qualcuno di voi osa fare così, io lo…".

    Disponete le persone in modo che tutti vi possano vedere. Ancora meglio: disponetevi nella stessa direzione e posizione dei presenti, così da eseguire i passi con la stessa angolatura. Mettetevi con le spalle alle righe (ma controllate spesso il risultato dei vostri comandi) o proponete 2-3 ripetizioni spostandovi spesso all’interno del cerchio. Dimostrate praticamente: imparare diventa veloce quando vediamo cosa dobbiamo fare. Dimostrare significa ridurre le parole.

    Nelle danze con passaggi e cambi di direzione dite alle persone chiaramente in quale posizione e con quale fronte dovrebbero trovarsi alla fine di ogni cambio. In questo modo ridurrete le esitazioni e le possibilità d'errore.
    Es. Disposizione della danza: 2 coppie su due righe contrapposte (longways set).
    Promenade all'interno del set della coppia1, ritorno e cast off (uomo1 passa dietro uomo2 e prende il suo posto, donna1 passa dietro donna2 e prende il suo posto).
    Utilizzate in questo caso un'immagine, tipo "fontana", e chiedete alla coppia2 di girarsi con la testa verso la fronte del set così da suggerire la direzione da prendere per eseguire la "fontana".
    Allo stesso modo nel caso di uno swing prima di una catena inglese, chiedete ad ognuno di terminare lo swing di fronte al partner e "a casa propria".

    La questione dunque è che voi, in qualità di animatori, siete chiamati a tener conto delle capacità che vedete, specialmente nei confronti dei “ballerini-per-una-sera”. Non aspettatevi troppo e non siate troppo duri con chi sembra non essere in grado di seguire anche i più semplici comandi. Le persone più impacciate possono (devono poter) divertirsi tanto quanto quelle dotate.

     

    IL PROGRAMMA
    Partiamo dal fondo. Le ultime danze dovrebbero essere le più semplici da spiegare e da eseguire. E l'ultima dovrebbe essere la più bella in assoluto. Lascerete un ottimo ricordo della festa e di voi.
    Riguardo quali danze scegliere e in base a quali criteri, abbiamo già parlato, ma preparatevi in anticipo delle proposte alternative per quando le cose si faranno difficili. In particolare se una danza si rivela troppo difficile, abbiate il coraggio di esordire con: "Va bene..., abbandoniamo questa danza, ci mettiamo tutti in grande cerchio per mano e facciamo…". Per andare tranquilli restringete la scelta alle danze che conoscete veramente, semplici e che presentino pochi elementi. Ma ricordate che molte figure all'apparenza complesse, possono essere danzate se sono spiegate chiaramente o semplificate (potrebbe essere interessante iniziare da qui un confronto sulla manipolazione del materiale, per renderlo più accessibile al pubblico che abbiamo davanti).

    A titolo d'esempio, riporto un suggerimento per la figura di "ladies chain" (catena delle dame e giro con partner).
    * Proponete all'inizio: "Le due donne si cambiano di posto dandosi la mano destra. Ciascuna prende con la sinistra la mano sinistra dell'uomo. Ogni coppia esegue un giro a sinistra";
    * Attirate l'attenzione degli uomini "Aiutate con la vostra mano destra le donne mentre le fate il giro" (braccio destro dell'uomo sulla vita della dama);
    * Ancora per gli uomini: "Da che parte giro con la dama? Semplice, dalla parte del braccio teso (sinistro)".

     

    USARE LA VOCE
    Imparate ad usare la voce e parlate chiaramente. E’ importante che chi anima le danze abbia un totale controllo di sé. La voce deve avere un tono confidenziale ma fermo, con un filo di ironia e calore.
    Se il rumore delle chiacchiere diventa troppo alto, è meglio abbassare il tono della voce piuttosto che alzarlo, addirittura smettere di parlare e limitarsi a guardare in silenzio le persone. Molti degli animatori alle prime armi alzano il tono della voce per ottenere più attenzione, ma questo non funziona. Non solo si rischia di sfondare timpani e pareti, ma chi vuole chiacchierare aumenterà il tono nel tentativo di ascoltarsi. Abbassando il volume, coloro che parlano ad alta voce si rendono subito conto della situazione, senza che voi abbiate pronunciato una sola parola. Ricordate che se siete costretti a zittire o rimproverare i presenti, avete perso la partita, indipendentemente dal fatto che sia giustificata o no la vostra impazienza.

    Le cause più frequenti della disattenzione da parte dei presenti sono le spiegazioni troppo prolisse o le coreografie troppo complesse (= danze non adatte). Se la gente si annoia, inizia a parlare e vi “spegne”. Controllate continuamente il volume della vostra voce, sia durante l’insegnamento sia durante l’accompagnamento delle danze. Se il disturbo prosegue, qualche commento umoristico può essere fatto affinché le persone realizzino che stanno interferendo con la spiegazione delle danze.

    Ridete con le persone, non di loro, mostrate che anche voi vi state divertendo. Se qualcuno diventa troppo turbolento o rumoroso, un commento salace diretto al gruppo in generale è sufficiente per stabilire i limiti della vostra tolleranza. Se vi serve aiuto, una parola con il responsabile o con la persona in questione (a parte) può risultare utile.

     

    PER FINIRE
    Toccarsi è importante nella danza. Stringere il partner e le mani dei vicini, è qualcosa che permette la conoscenza delle persone e che va incoraggiata. Non è il caso di preoccuparsi per coloro che già praticano danze popolari ad un buon livello. Per gli altri scegliete legami facili da eseguire. Se notate incertezza o confusione, fate vedere praticamente la figura e specificate meglio.
    Utilizzate tutto lo spazio. Cercate di valutare quali sono le disposizioni più indicate per il tipo di locale/spazio che avete. Per gli spazi quadrati utilizzate circoli (anche più circoli concentrici), per gli spazi lunghi e stretti proponete danze in riga o in file contrapposte (longways).
    Dite il titolo della danza il più presto possibile, appena prima di disporre le persone, così che le stesse possano decidere se ballarla o meno. Fate in modo di non avere nessuno che pensi "Se solo avessi saputo che si trattava di questa orribile danza…".

    Alcuni sono nati insegnanti. Per gli altri fortunatamente vi sono alcune semplici cose che rendono insegnare – e apprendere – divertente:
    * Rivedete le danze più di una volta. Esercitatevi nel chiamare i passi e le figure a voce alta. Usate un blocchetto per appunti, se necessario, per scrivere i tempi e le sequenze (vedi in Descrivere una danza);
    * Controllate i riferimenti storici delle danze, da dove provengono, qual è l’esatta pronuncia del titolo e la sua traduzione;
    * Ricorrete ad ogni possibile trucco. Inventate dei nomi buffi per definire figure particolari, mostrate un errore in maniera grottesca prendendo in giro voi (e non chi l’ha commesso);
    * Insegnate le danze a piccoli pezzi – anche le danze più difficili, ammesso che siano quelle appropriate alla situazione, possono essere proposte in piccole parti con lo scopo di facilitarne l’apprendimento;
    * Durante le danze utilizzate "parole di comando" (parole che descrivono l’azione anticipandola) e "parole di supporto" (parole che descrivono l’azione mentre la si esegue). Inserite del ritmo nelle vostre parole. Diffidate di chi conta continuamente!
    * Appassionate alla danza popolare, create un’atmosfera rilassata e di fiducia, siate pazienti, sorridete, ammettete gli errori, siate entusiasti, divertitevi e fate divertire.
    * Evitate di dire “Bravi!”, “Bene !”, “Siete bravissimi !” o amenità del genere. Farlo in maniera evidente provoca stress e ricordate che non sono le abilità dei presenti ad essere in gioco, ma le vostre.

     

     

     


    Nel prossimo intervento :
    * Descrivere una danza, la Romanotation, le abbreviazioni e i simboli, come compilare una scheda didattica.

    Buona lettura.

     

     

    May 11

    TLD : DIDATTICA - Facciamo animazione / 2 parte

    Prosegue, con questa seconda parte, la mia breve introduzione alle danze d'animazione.
    La prima parte, dal titolo "Facciamo animazione: l'animazione e l'animatore di danze poplari", la trovate qui. 
     
    Questa volta analizzerò gli elementi dell'animazione:
    * l'organizzazione - ovvero come organizzarsi e preparare tutto quel che serve
    * la musica - supporti e scelta del programma
    * come creare l'atmosfera giusta e prestare attenzione alle diverse tipologie di persone presenti.
     
    Bene, detto questo possiamo partire con la LEZIONE N. 2.
    (per una lettura più agevole, cliccate sulla voce Blog, in cima alla pagina, sulla striscia blu)
     
     

    GLI ELEMENTI DI UNA ANIMAZIONE

    L’ORGANIZZAZIONE

    Le serate di festa (feste a ballo) di solito si svolgono in spazi ampi, quali palestre, sale presso le scuole, circoscrizioni e centri sociali, parchi pubblici o campi sportivi. Una serata che sia veramente fluida deve essere ben pianificata. E’ necessario mettersi in contatto per tempo con i responsabili incaricati dell’evento. L’organizzazione generale non dovrebbe essere un vostro problema: assicuratevi comunque che l’apparecchiatura audio sia quella adatta, montata e ben funzionante. Chiedete informazioni circa le persone presenti e l'eventualità di spostare o modificare la serata (causa maltempo, indisponibilità del locale, ecc.). Stendete il programma con grande anticipo.

    Se oltre che animatori siete in qualche modo anche organizzatori dell'evento, probabilmente dovrete occuparvi anche di permessi, contratti, SIAE, pubblicità e ogni altra scartoffia elaborata per complicarvi la vita. Qui di seguito eccovi qualche suggerimento. La richiesta di permessi e il pagamento per la prestazione dell’animatore variano a seconda che siate (o che veniate contattati da) imprenditori nel campo dello spettacolo, Associazioni, Enti Locali o privati. Alcuni organizzatori usano stilare un contratto scritto con l'animatore. Qiesto contratto indica obblighi e doveri di entrambi (programma, luogo, giorno e orario, compenso ed eventuali ritenute, trasporto e attrezzatura audio).

    Per quel che riguarda la pubblicità, generalmente i giornali non sono molto disponibili a pubblicare notizie riguardanti la danza popolare. La diffusione delle informazioni oggi funziona molto di più attraverso le mail e le mailing list, ma soprattutto attraverso il passaparola. Nulla come l'entusiasmo di chi ha già partecipate ad un festa, riesce a trascinare persone che fino ad ora non ne avevano mai sentito parlare. Se volete utilizzare la pubblicità sui giornali, è necessario preparare degli articoli molto brevi, corredati di foto e dettagliati nelle informazioni, da inviare per tempo alle redazioni.

    Se l’organizzazione prevede l’affissione di manifesti, chiedete in Comune dove è possibile affiggerli gratuitamente. Le locandine distribuite nei negozi se di formato ridotto, risultano meno ingombranti ed hanno maggiore possibilità di essere esposte. Le locandine, come i manifesti, necessitano del timbro dell’Ufficio Affissioni, che ne autorizzi appunto l’affissione. Se lo ritenete opportuno, se il contesto lo consente, invitate anche Associazioni e singoli che si occupano di tempo libero, danza e musica residenti nella zona. In molte città è attivo l’Informagiovani, curato da Comune che offre bacheche per scambi di annunci e messaggi. Solitamente viene pubblicato un bollettino periodico che presenta tutti gli appuntamenti culturali organizzati in città. E' un ottimo veicolo pubblicitario per le attività di danza popolare.

     

    LA MUSICA 

    Usate la musica come strumento per divertire. La musica crea e modifica l’umore delle persone. Una volta stabiliti le capacità e gli obiettivi delle persone che vi sono di fronte, miscelate con cura danze che “ispirino” divertimento, curiosità, sorpresa, nostalgia, eccitazione, dolcezza, tristezza e sfida. Voi siete un direttore d’orchestra: per trarre il meglio da ogni strumento (danze) dovete conoscerne le possibilità.

    Molte danze richiedono per l’esecuzione una musica propria. Altre invece presentano una lista di melodie raccomandate. In quest'ultimo caso, quale versione scegliere dipende dalle persone presenti e dal contesto. Gli elementi segnati in Create l’atmosfera possono aiutarvi nella scelta. Dovete sapere che chi balla associa rapidamente una danza ad una specifica melodia: quando viene fatta ascoltare, i ballerini sanno quale danza eseguire. Talvolta potrete stravolgere questa associazione per variare la routine e per creare un po’ d’interesse. Più spesso ciò non sarà possibile.

    In assenza di musicisti "dal vivo", i CD sono la fonte principale per l’accompagnamento musicale delle animazioni. A dire il vero molti usano già lettori MP3 o HD portatili, con software (programmi) che permettono di creare delle playlist (elenchi di brani) e di selezionare rapidamente le musiche, scegliendole fra migliaia. Molti editori propongono collane di musica etnica e materiali didattici specifici per l’insegnamento. Personalmente preferisco utilizzare versioni musicali contemporanee, che conservino un po’ del “colore” tipico, a discapito di quelle sicuramente più fedeli alla tradizione, ma non così facilmente “ascoltabili” da un orecchio non allenato. Non una parola va sprecata sulla qualità della registrazione: dev’essere la migliore possibile Se di una danza possiedo un'unica versione musicale, ma di pessima qualità, per quanto bella/adatta sia la danza, non la propongo.

    Conservate i CD in contenitori sicuri. Potreste numerare i CD e i brani in essi contenuti per facilitarvi l’uso durante le feste. Stendete un elenco alfabetico delle danze che possedete con riferimento al CD per assicurarvi un andamento più fluido all’animazione. Gli elenchi però potrebbero essere più d'uno: per paese di provenienza o per disposizione (danze in gruppo, mixer, in coppia, a trio, linedances...).

    Sempre che non abbiate a disposizione un gruppo di musicisti, necessitate di un lettore CD con casse e mixer di potenza adeguata al luogo. Talvolta gli organizzatori provvedono alla fornitura dell’impianto audio. Lo ripeto: controllate l'impianto sempre di persona (v. Balli all’aperto). Se l’organizzatore non è in possesso dell’apparecchiatura per la serata, ci sono varie strutture alle quali rivolgersi: biblioteche comunali, centri sociali, pro loco, ludoteche, altri gruppi di danza popolare.

    Portate con voi più versioni musicali della stessa danza: serviranno per far fronte alle difficoltà del momento (es. presenza non prevista di molti anziani). Il suggerimento è sempre lo stesso: la scelta delle musiche deve essere fatta in base al gruppo che avete di fronte. Date varietà alla vostra proposta. Ovviamente non potete soddisfare tutti e sempre. C’è chi vuole danze complicate, altri preferiscono le più semplici; qualcuno ama le danze allegre piene d'energia, altri quelle lente e melodiose. E naturalmente voi volete proporre il miglior programma possibile.

    Cercate di accorgervi quando la gente sta per annoiarsi o per mettersi a sedere. Proponete qualche intervallo, con danze extra per coloro che desiderano ballare ancora, chiarendo che si tratta di programma opzionale. Create l’atmosfera Uno degli elementi più forti che mantiene le persone a lungo nell’attività di danza è quel coinvolgimento emotivo che si sviluppa all’interno del gruppo e che ciascun componente sente nei confronti dell’altro. La gente continua a ballare se sente di avere il sostegno dei presenti e degli amici. Tant’è vero che molti intervengono a feste e animazioni senza muovere un passo, solo per avere l’occasione di incontrare i propri conoscenti. La promozione di questo sentimento dovrebbe essere uno degli obiettivi dell'animatore.

    Per partire bene, con il programma giusto, analizzate con cura quella che viene definita la situazione iniziale: da questo dipenderà il successo della vostra proposta. Per situazione iniziale dovete considerare tutti quei fattori personali, sociali, organizzativi relativi alla situazione che vi vede coinvolti e che, in relazione con gli obiettivi da realizzare, possono avere o hanno influenza sulla proposta. Prevedete quanti più elementi possibile:

    Gruppo: quantità delle persone, conoscenza reciproca o no, età, sesso, abilità, obiettivi

    Luogo: tipo di terreno, clima e temperatura, acustica, spazio a disposizione

    Tempo: giorno della settimana, orario, stagione

    Organizzazione: obiettivi degli organizzatori, richieste, programma, attrezzatura

    Considerato che voi vorrete proporre un programma "ideale", questo tipo di analisi vi permetterà di scegliere le danze più giuste per il gruppo che dovrete affrontare, rimanendo però sempre pronti a cambiare. Ricordate sempre qual è l’obiettivo dei presenti: il divertimento. Molti animatori per creare un giusto clima di complicità e partecipazione attiva, appendono un cartellone accanto alla postazione della musica, così che la gente possa segnare le danze che desidera ballare. L’animatore seleziona le danze dal cartellone alternandole con quelle previste dal suo programma. Valutate con attenzione i partecipanti al fine di proporre un programma vario e adatto alle persone che avete davanti (se la maggior parte sono donne, non ha senso proporre in continuazione danze di coppia). Uno spazio sul cartellone potrebbe essere riservato per le danze che essi vogliono apprendere/ballare nei prossimi incontri.

     

     

    Nel prossimo intervento :
    * Iniziamo a ballare: gli errori nostri e i loro, scegliere il programma giusto, usare la voce, trucchi e suggerimenti.

    Buona lettura.

     

    April 29

    TLD : DIDATTICA - Danze israeliane semplici per animazioni e principianti

    Chi propone danze d’animazione e corsi per principianti è spesso alla ricerca di materiale semplice che possa essere utilizzato in queste occasioni.
    Lo scorso anno in Harkadit abbiamo dibattuto molto su questo tema. In particolare abbiamo evidenziato come fare animazione e gestire un corso per principianti con le danze israeliane, non siano la stessa cosa. Il discorso vale certamente anche per altri repertori.
    Con il contributo degli iscritti alla mailinglist abbiamo raccolto una lista di danze sufficientemente facili e, fra queste, ne abbiamo estratto alcune davvero semplici, e tuttavia interessanti, da poter essere proposte durante le animazioni. Queste ultime le trovate segnate con un asterisco. (*)
    Due parole ancora per dirvi che la lista, non esaustiva, è stata compilata sulla base dell’esperienza personale di chi vi ha contribuito, la vostra esperienza potrebbe suggerire altre scelte.
    Abbiamo anche riflettuto sul fatto che il repertorio israeliano è abbastanza limitato in fatto di danze facili da insegnare “al volo”. Siamo tutti d’accordo che molto dipende da chi ti trovi davanti, qual è il contesto e la tua esperienza come animatore. Fatto sta che per essere “una buona danza d’animazione", una danza dovrebbe presentare passi semplici, nessun giro complesso, nessun cambio di direzione impegnativo, avere la struttura A-B-A-B. Nel repertorio israeliano le danze che presentano questi elementi sono davvero poche. A ben guardare le danze utilizzate sono in parte le danze per bambini, in parte le prime creazioni coreografiche (le così dette Danze della Memoria).
     
     
     
    per gli iscritti al gruppo Hakadit, il link alla discussione è questo
    per iscriversi ad Harkadit, il link è questo
    informazioni sulle danze (traduzione, coreografo e anno, testo della canzone, notazione) in Israeli Dances 
     
     

    Adama Admati
    Al hasela *
    Al Kanfey HaKesef
    Al sadenu
    At Ve Ani *
    BaChalom
    Ba-la *
    Balada Lama'ayan
    Bapardess *
    Bat Teiman
    Bat zurim
    BeHar HaGilboa'
    Beit Chalomotai
    BePundak Beiti
    BePundak Katan
    Bo Iti El HaGalil
    Bou' Nashir LeEretz Yafa
    Debka kafrit *
    Dror Ikra
    Eretz Eretz
    Erev Ba
    Gvanim
    Haroa' Haktana
    Hashual *
    Hora Agadati
    Hora Chedera *
    Hora Habika'
    Hora Medura
    Kan Badarom
    Kleyzmer *
    Kuma Echa
    Ma navu *
    Machar *
    Maym maym *
    Mechol halaat
    Neema tajikit *
    Nigun atik *
    Niguno shel Yossi *
    Od yishama *
    Od lo ahavti dai *
    Rav brachot
    Selibabi
    Sham Harey Golan
    Sharm el sheich
    Sheleg al iri
    Shir Zmirot
    Shiri Li Kineret
    Sovevuni
    Sulam Ya'akov *
    Te veOrez *
    Todah
    Tzadik Katamar *
    Tzel Etz Tamar
    VeDavid *
    VeShuv Itchem
    Yedid Nefesh
    Zemer lach

    TLD : DIDATTICA - Facciamo animazione - 1

    Inizio con questo intervento, una mia breve introduzione alle danze d'animazione.
    Il materiale è tratto da una dispensa che ho presentato per la prima volta nel 1996, in occasione di alcuni stage sulle danze e le tecniche d'animazione.
     
    Prevedo 4 interventi successivi, con questo ordine:
    * Facciamo animazione: l'animazione, l'animatore di danze poplari
    * Elementi di una animazione: l'organizzazione, la musica, l'atmosfera, chi c'é
    * Iniziamo a ballare: gli errori, scegliere il programma giusto, usare la voce, trucchi e suggerimenti
    * Romanotation: come descrivere una danza, le abbreviazioni, la scheda
     

    Alcune considerazioni sono state ricavate da varie letture sull'argomento, altre dalle lezioni tenute da Jan Knoppers (Didattica della danza popolare, 1996-1997) in Italia e dalla mia pratica personale.

     

    Bene, detto questo possiamo partire con la LEZIONE N. 1.

     (per una lettura più agevole, cliccate sulla voce Blog, in cima alla pagina, sulla striscia blu)

     

     

    FACCIAMO ANIMAZIONE

    Che cosa vuol dire fare animazione con le danze popolari? La nozione d’animazione è soggetta a diverse interpretazioni (animazione teatrale, animazione socioculturale, animazione turistica, tecniche d’animazione nella comunicazione interpersonale). Per chi si occupa di danze popolari il termine "animazione" assume un significato particolare. Mi riferisco a quei singoli eventi durante i quali sono proposte semplici danze della tradizione popolare internazionale. Spesso si tratta di serate di festa per un pubblico eterogeneo, durante le quali una o più persone sono incaricate di coinvolgere i presenti con, appunto, le danze popolari.

    In questo fascicolo cercherò di analizzare gli elementi che compongono l'animazione. Prenderò in esame le diverse situazioni nelle quali, chi propone danze popolari, abitualmente si trova a lavorare e tenterò di individuare le differenti tipologie di "allievi" e i loro obiettivi. Infine qualche osservazione su come rendere l'insegnamento - e l'apprendimento - semplice e divertente.

     

    L’animazione

    Il concetto d’animazione qui in esame può essere confuso con altri differenti modi di proporre le danze popolari (corsi, stage...): per questo motivo forse necessita di un chiarimento. Ritengo che la differenza riguardi sia gli obiettivi e il metodo d’insegnamento, sia il materiale usato (le danze).

    Il primo modo è il così detto "incontro mensile" – un incontro di danza popolare a cadenza mensile, durante il quale nuova gente s’inserisce in un gruppo preesistente di ballerini mediamente esperti, sempre presenti. Molte delle danze qui presentate possono essere utilizzate in quest’occasione, ma l’appuntamento mensile richiede all'animatore delle competenze in più e del materiale addizionale. La presenza di allievi già esperti vi consente la proposta di danze più complesse e, utilizzando spiegazioni più veloci, il potervi avvalere della loro presenza ed esperienza nel coinvolgere i nuovi arrivati. Un suggerimento: ricordatevi che le stesse battute e le stesse danze diventano noiose a chi le ascolta per la centesima volta, e dovete quindi poter variare sia il programma sia il metodo d’insegnamento.

    Un’altra situazione non così rara è un incontro con un gruppo di persone che non ha mai sentito parlare di danza popolare, non la conosce o non l’ha mai ballata. Spesso si tratta di occasioni tipo matrimoni o feste di varia natura durante le quali, a mo’ di regalo, viene offerta ai presenti questa proposta "così insolita". Non di rado sono solo gli organizzatori a sapere cosa sono le danze popolari, i quali chiedono ad un animatore/insegnante di proporre qualcosa che vivacizzi la festa. La situazione particolare e l'assoluta mancanza d'aspettative nei vostri confronti (le persone non vi conoscono, non sanno cosa aspettarsi da voi, non si pongono alcun obiettivo, anzi spesso assumono un atteggiamento di palese diffidenza) chiedono un'attenta preparazione da parte vostra, sia per quanto riguarda la flessibilità del programma, sia per la messa a punto di strategie alternative.

    L’altra modalità è definita "gruppo aperto". Può essere proposto da un gruppo di danze popolari o da chi ne vuole fondare uno. L’obiettivo è coinvolgere le persone in un’attività che si spera abbia un seguito. Dove possibile, dei ballerini esperti saranno presenti per aiutare i nuovi arrivati, creando un buon clima di gruppo. Questo di solito è preludio ad un impegno futuro nell’ambito delle danze popolari: lo stile comincia a diventare importante, è posta maggiore attenzione a passi e figure, all’esatto nome delle danze. L’obiettivo principale è aggiungere sempre nuovi iscritti per proseguire con regolarità l’attività. L’animazione è solo uno dei mezzi per raggiungere lo scopo.

    Le differenze fra queste modalità riguardano dunque il target cui la proposta è rivolta, la frequenza degli appuntamenti, gli obiettivi e infine il tipo di danze proposto. Ma non dimenticate che chi partecipa vuole principalmente divertirsi. Parte del materiale qui presentato può essere utilizzata a questo scopo, se pensate corrisponda ai vostri obiettivi.

     

    L’animatore di danze popolari

    In qualità di animatori dovreste possedere competenze e strumenti (danze) che possano permettervi di affrontare qualsiasi situazione. Fino al punto di non limitarvi esclusivamente alle danze popolari. La scelta del programma – danze popolari, rock’n’roll o salsa & merengue – dev’essere fatta sempre in base al tipo di gruppo che avete di fronte.

    Il consiglio è quello di frequentate corsi di danza e insegnanti i più vari, che vi permettano di aggiornare il vostro repertorio. Più materiale avrete (più danze) più semplice sarà la scelta. Ricordate però che siete un animatore di danze popolari ed è questo ciò che proponete: se vi giungono richieste d’altro genere, valutatele, precisate le vostre competenze o proponete delle alternative. Infatti, se è vero che per l’animatore l’obiettivo primario è il divertimento dei presenti, quello secondario ritengo sia il veicolare i valori che la danza popolare si porta appresso (musica, canto, tradizioni, costumi…).

    Partecipate alle feste da ballo organizzate da altri. Sono ottime occasioni per osservare la loro tecnica e conoscere persone che come voi s'interessano alle danze popolari. Non dimenticate di leggere quel poco che c’è a disposizione in Italia sul tema: l’ideale sarebbe poter accedere al vasto repertorio di libri editi negli Stati Uniti e nell’Europa del Nord. Se ne avete l’occasione, se cioè fate parte di un gruppo di danze popolari, sperimentate la vostra tecnica utilizzando i vostri colleghi.

    Durante una festa, le danze popolari contribuiscono a creare un clima d’allegria, un’atmosfera rilassata e d’amicizia. Dovreste quindi avere un’ampia selezione di brani a vostra disposizione. Potrebbe essere un’idea proporre un paio di danze per genere, e soddisfare così ciascuno dei presenti nel ballare o nel restare seduti ad ascoltare e chiacchierare. E’ importante che tutti si divertano durante la serata, non necessariamente che danzino tutte le danze.

    Ma se l’obiettivo dei partecipanti è il divertimento, qual è quello dell’animatore? Tra i vostri obiettivi dovrebbero esserci, come già detto, l’appassionare i presenti alla danza popolare, suscitare in loro un interesse nei confronti del folclore in generale o verso un particolare repertorio musicale e creare un clima d’amicizia e condivisione dove ci sia la possibilità di accettarsi con i propri difetti, sviluppando coraggio e fiducia in se stessi. Inutile dire che dovrete mostrare chiaramente il vostro entusiasmo: non potrete permettervi di essere timidi.

    "Ma io vorrei divertirmi mentre propongo le danze!" questa è l’osservazione più frequente che sentiamo pronunciare da chi propone danze popolari. Talvolta è necessario scegliere un ruolo, comprendere quali siano gli obiettivi (vostri e dei presenti) e le limitazioni. Con questo non voglio affermare che l’insegnamento delle danze escluda il vostro divertimento. Considerate però che se le persone che sono davanti a voi si stanno divertendo, dovreste (almeno in teoria) divertirvi anche voi.

     

    A chi si rivolgono le note

    Riguardo a chi queste note sono dirette, esse si rivolgono innanzi tutto agli insegnanti di danze popolari e ai responsabili di gruppi di danza popolare, che svolgono l’attività di danza con regolarità, ma che hanno a che fare con allievi in qualche modo esperti e già conosciuti. Proporre danze a chi possiede un livello base di conoscenza è sicuramente differente che affrontare una situazione ignota, nella quale persone estranee, che hanno poca o nessuna esperienza di danza, vogliono veder soddisfatto immediatamente il loro desiderio di divertimento, evitando spiegazioni troppo complicate che richiedano abilità particolari.

    Come vedrete questo fascicolo contiene danze differenti: dare varietà alla proposta è indispensabile. Coloro che invece hanno già esperienza di danze d’animazione, spero possano trovare in ogni modo utile questo fascicolo, grazie al materiale presentato e alle informazioni riportate. Per chi invece non possiede nessuna esperienza di animazione con le danze popolari, potrebbe essere interessante utilizzare queste note in collaborazione con chi già lavora nel campo.

     

     
     
    Nel prossimo intervento analizzerò gli elementi dell'animazione:
    * l'organizzazione (ovvero come organizzarsi e preparare tutto quel che serve)
    * la musica (supporti e scelta del programma)
    * come creare l'atmosfera giusta, prestare attenzione alle diverse tipologie di persone presenti.
     
    Buona lettura.
     
     
     
    April 17

    TLD : DIDATTICA - la notazione delle danze

    Della Romanotation e delle altre tecniche per descrivere una danza. Certo, la ripresa video è stata inventata da tempo, tuttavia saper scrivere una danza significa entrare nelle sue pieghe fatte di accenti, intenzioni e piaceri...  

    la tecnica Romanotation elaborata da Th. Vasilescu e S. Tita (sito di Vasilescu, in inglese)
    ancora sulla Romanotation: i
    simboli più usati
    applicazione in forma semplificata della Romanotation: una danza "Garun"
     
    The Shorthand Dance Notation Code (in inglese, per le danze israeliane)
    Dick Oakes' Folk Dance Descriptions (in inglese) : una danza "
    Setnja"
     

    per la danza in generale

    Laban notation, un'introduzione (in inglese)
    il manuale Laban
    la voce "Dance notation" in Wikipedia, storia e tipologie (in inglese)